CLASSICI E SCIENZA 2012

HYBRIS

I limiti dell'uomo tra acque, cieli e terre

 

 

Venezia, Sala Conferenze di Palazzo Marcor Malcanton - Dorsoduro 3484/D

Gioved 23 febbraio 2012 - ore 15.00-18.00

 

SCIENZA ANTICA E SCIENZA MODERNA

Seminario di approfondimento

 

Lucio Russo (Universit di Roma Tor Vergata)

Le origini antiche della moderna teoria astronomica delle maree

Intervengono nella discussione Sandro Carniel, Mario Geymonat, Luigi Perissinotto

 

Alcuni sembrano convinti che la scienza sia nata dal nulla alla fine del XVII secolo. Tutti gli altri, che conoscono la storia della scienza di lungo periodo, sanno bene che nel passato molte conoscenze scientifiche si sono perdute. forse meno diffusa la consapevolezza che le conoscenze hanno avuto le due altre alternative (non escludentisi a vicenda) che la nostra storia ha posto in evidenza: sono sopravvissute in ambienti minoritari o si sono fossilizzate. Ci si pu chiedere se si tratta solo di fenomeni del passato o se potranno verificarsi ancora.

Si potr mai perdere, per esempio, o ridursi alla condizione fossile, la conoscenza della costituzione atomica della materia? Naturalmente per conservare la reale conoscenza dellesistenza degli atomi non basta ripetere in tutti i manuali laffermazione che la materia costituita di atomi, cos come nel medioevo non bast ripetere che la Terra sferica per evitare di disegnare carte che la rappresentavano piatta. Per svuotare il significato dellaffermazione, sufficiente perderne il rapporto con il contesto osservativo e sperimentale che lha generata. Nel caso degli atomi, per ottenere questo risultato sufficiente creare assuefazione con il concetto di atomo prima di poterne dare qualsiasi motivazione. Per capire se si tratta di un processo in atto si possono contare quanti, tra coloro che giurerebbero sullesistenza degli atomi, sanno citarne almeno una prova sperimentale. Analogamente per perdere la conoscenza della relativit ristretta non occorre dimenticare le formule delle trasformazioni di Lorentz. Si possono riprodurre in tutti i libri, purch restino avulse dal contesto in cui acquistano un significato concreto: basta per esempio introdurle nei primi capitoli dei libri di meccanica, in sostituzione delle "false" trasformazioni galileiane, senza fornirne alcuna giustificazione. Sto descrivendo processi non solo in atto, ma anche teorizzati nell'ambito di correnti di pensiero al momento vincenti.

Naturalmente vi sono importanti differenze tra levoluzione attuale e ci che avvenne nella tarda antichit e nel medioevo. Oggi si tratta di conoscenze la cui sostanza vitale non perduta da unintera civilt, ma viene piuttosto riservata a gruppi sempre pi esigui di specialisti, mentre a masse sempre pi numerose vengono offerti resti fossili sterilizzati. Ci si pu chiedere, per, fino a che punto sia possibile restringere la diffusione del metodo scientifico senza mettere in pericolo la stessa sopravvivenza della scienza.

Uno degli insegnamenti pi interessanti che si possono trarre dalla nostra storia probabilmente il ruolo essenziale svolto nello sviluppo scientifico della prima et moderna da frammenti fossilizzati di conoscenze, il pi delle volte senza che i loro utilizzatori ne avessero consapevolezza.

Sembra che le teorie scientifiche abbiano la capacit di rigenerarsi autonomamente a partire da un numero sufficiente di frammenti, che determinano univocamente le parti mancanti. Gli studiosi che deducono logicamente gli anelli mancanti hanno l'impressione di creare una teoria nuova, mentre in realt sono solo lo strumento inconsapevole di una autorigenerazione. Questa capacit di rigenerazione, che sembra una caratteristica specifica delle teorie scientifiche, dovuta alla rigidit della loro struttura logica, costituisce un esempio particolarmente impressionante di un fenomeno molto pi generale, che ha riguardato tutta la cultura occidentale: l'influenza sotterranea e profonda esercitata dalle opere della civilt classica. (da Lucio Russo, Flussi e riflussi. Indagine sull'origine di una teoria scientifica" (Feltrinelli 2003).

 

 


Progetto a cura di Alberto Camerotto e Sandro Carniel

UNIVERSIT CA' FOSCARI VENEZIA

Dipartimento di Studi Umanistici - Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE - ISTITUTO DI SCIENZE MARINE, VENEZIA

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CULTURA CLASSICA VENEZIA

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSIT E DELLA RICERCA - USR VENETO

con la collaborazione di

Liceo XXV Aprile Portogruaro (Manuela Padovan)

Liceo E. Montale San Don di Piave (Luigi Salvioni - Grazia Dalla Mutta)

Informazioni: http://lettere2.unive.it/flgreca/aicc.htm

Ingresso libero, con prenotazione obbligatoria: Venezia <telchino85@yahoo.it>

Portogruaro <beccherie@teletu.it> - San Don di Piave <dallamuttag@katamail.com>

 

Per la giornata del 23 febbraio a Venezia stato chiesto al Ministero l'esonero per i docenti della scuola