Raimbaut d'Aurenga

389.10a

 

Ora voglio, Guiraut de Borneill

 

 

 

 

"Ora voglio, Guiraut de Borneill,

sapere perchè andate criticando

il trobar clus e con quale argomento;

ditemi questo, se apprezzate tanto

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ciò che è comune a tutti,

perchè allora tutti sarebbero uguali."

 

"Linhaure signore, non mi lamento

se ciascuno compone a suo piacere,

ma io di questo sono convinto,

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che il canto è più amato e apprezzato

se uno lo fa semplice e accessibile:

e voi non prendetevela con me."

 

"Guiraut non voglio che in tale confusione

finisca il mio poetare che lo lodino insieme

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i vili e i valenti, il volgo e i signori:

certo dagli sciocchi non sarà lodato

perchè non conoscono né importa loro

ciò che è più prezioso e vale di più."

 

"Linhaure, se per questo sto sveglio

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e muto in fatica il mio riposo,

è perchè temo le reazioni del pubblico:

perchè componete un canzone se non vi piace

che subito tutti l'apprendano?

il canto non porta altra ricchezza."

 

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"Guiraut, solo che elabori il meglio

e subito lo esprima e lo sviluppi,

non mi importa se non si diffonde,

perchè popolarità non è mai stata eccellenza:

per questo si valuta più l'oro del sale,

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e per il canto è proprio lo stesso."

 

"Linhaure, siete davvero un buon consigliere

quando parlate contro i perfeti amanti:

ma se pure mi costa più affanno,

il mio canto si avvantaggia che uno senza voce

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me lo guasti e lo interpreti male,

perchè non lo giudico adatto ad un giullare."

 

"Guiraut, per il cielo e per il sole

e per la luce che risplende,

non so di cosa stiamo parlando,

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né da dove son nato, tanto sono turbato

dal pensiero di una perfetta gioia naturale:

se penso ad altro, non mi viene dal cuore."

 

"Linhaure, così volge contro di me il rosso

dello scudo colei che corteggio,

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che dico: a Dio mi raccomando!

quale folle tracotante pensiero

ha fatto sorgere in me sleale timore?

non mi ricordo come mi ha innalzato? "

 

"Guiraut, per San Marziale, mi spiace

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che ve ne andiate prima di Natale."

 

"Linhaure, ad una corte reale

me en vado ora, ricca e potente."

 

 

 

Edizione critica Luigi Milone, 26.11.2003


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