Raimbaut d'Aurenga

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So parlar assai bene d'amore

 

 

 

 

So parlar assai bene d'amore

in favore degli altri amanti,

ma nel mio interesse che mi sta più a cuore

niente so dire né raccontare:

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bene o lode a nulla mi valgono

e non malvagio parlare né la mia rabbia;

invece ora sono verso amore a tal punto

cortese e buono e franco e leale.

 

E allora insegnerò ad amare

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a voialtri buoni corteggiatori,

e se prestate fede al mio insegnamento,

vi farà soddisfare in amore

subito ogni vostro desiderio;

e sia al più presto appeso o bruciato

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chi non mi crederà, mentre grande lode

ne avrà chi ne terrà le chiavi.

 

Se volete conquistare dame,

quando ne chidete i favori

e vi rispondono in modo ingiusto e ostile,

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mettetevi a minacciarle,

e se vi danno risposte peggiori

picchiatele sul naso,

e se son malvage siate malvagi:

facendo un gran male ne avrete gran pace.

 

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E più ancora vi voglio consigliare

come conquistare le migliori:

con parole villane e villano cantare

fate ogni cosa e con vanagloria,

e rendete onore alle più sordide,

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per i loro vizi sceglietele come compagne

e fate attenzione alle vostre dimore

che non sembrino chiese o navi.

 

Così, credo, ne avrete vantaggio,

ma io mi comporterò in maniera diversa

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perchè non mi piace amore,

e non voglio mutare atteggiamento

più che se fossero tutte mie sorelle:

per questo sarò con loro cortese e caro,

umile e semplice e amabile,

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dolce, amoroso, fedele e sincero.

 

Ma da questo sappiate guardarvi,

perchè ciò che farò sarà follia;

non crediate vera una cosa sciocca,

ma tenete ben presente quello che insegno

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se non volete patire

con pene e lunghi lamenti:

perchè io con loro sarei ostile e malvagio

se più mi piacesse la loro presenza.

 

E invece senza paura mi posso vantare

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perchè io con mia grande vergogna,

non amo e non so cosa sia amare,

ma amo il mio anello, che mi illumina

perchè fu al dito ... ora oso troppo:

lingua, non più!perchè parlar troppo

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è peggio che peccato mortale,

e allora terrò chiuso il mio cuore.

 

Ma lo saprà il mio bel Giullare

tanto vale e mi sta tanto a cuore

che mai da lei potrà venirmi danno.

 

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E andrà la mia canzone, che ora finisco,

a Rodes, di cui sono fedele amico.

 

 

 

Edizione critica Luigi Milone, 26.11.2003


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