Raimbaut d'Aurenga

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Farò una canzone di tal sorta

 

 

 

 

Farò una canzone di tal sorta

nella quale voglio che appaia ciò che sento,

ma tanto forte è la mia richiesta d'amore,

al punto che mi blocco nel dubbio

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di non poter realizzare del tutto la mia gioia:

anzi temo di non vivere un giorno,

tanto il mio desiderio è lontano dall'essere soddisfatto.

 

Dentro il mio cuore prende vita

un desiderio, e penso che cresca,

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di un joi che mi coinvolge a tal punto

che d'altro non mi ricordo

e niente che mi appartenga mi dà gioia:

anzi lascio, e il miio cuore schiva,

altro joi perchè là non ha valore.

 

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Per questo così grande è la sofferenza

che salta e danza dentro il mio cuore,

che mai nessuno per un bel fantasma

ha pagato in modo altrettanto penoso:

ma non ho torto se ne provo gioia,

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perchè ora un desiderio mi incalza

e mi dice che ad altra gioia non mi rivolga.

 

Mi ha ferito così profondamente

quest'amore che ora mi fa giovane,

che nessun medico di Provenza

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senza lei mi può guarire,

né medicina che mi procuri gioia:

e non potrò mai scrivere (descrivere)

la pena che mi incido nel cuore.

 

Amore mi ha messo una catena

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più dolce che miele di favo:

appena comincio a pensare

subito penso che il desiderio mi vinca;

perchè allora volgo in pianto la mia gioia

e mi aggiro in preda ai pensieri?

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perchè non oso mostrare ciò che mi manca.

 

Il mio desiderio è pieno

di sensazioni tali che è tutto confuso,

e credo che mi duri,

perchè sulla fiducia mai nessuno

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è rimasto in così grande gioia:

signora, se mi foste vicina, (disponibile)

saprei subito se mi vanto come un folle.

 

Ma lei non sa quale dono

mi ha dato né come mi lusinga:

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il suo pregio brilla così intensamente

che per rispetto non credo (timore/soggezione)

che potrei avere da lei gioia,

perchè è di così alto rango

che temo, se glielo dico, che mi svergogni.

 

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Ma un grande desidrio frena

il mio cuore che pesca senz'acqua:

poiché non le posso apertamente

parlare, Dio doni capacità di capire

a lei, tale che mi rimetta in gioia,

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perchè farò cantare la canzone, che mi brucia,

là dove a lei pregio si unisce.

 

Sono orgoglioso se la ascolta e ne ha gioia,

ma non so perchè vivere

se la ascolta e poi non se ne cura.

 

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Non interpreterò male la mia gioia,

perchè Buona Attesa vuole che io viva:

diminuisce la pena e io non me ne curo.

 

 

 

Edizione critica Luigi Milone, 26.11.2003


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