Raimbaut d'Aurenga

389.8

 

Amore, che accadrà, che farò?

 

 

 

 

Amore, che accadrà, che farò?

morirò fresco giovane e sano,

così nelle vostre mani?

si, morire: se mi impegno per voi,

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ecco che poco m'importa il mio bene;

e sempre, finchè io abbia vita,

comunque vada, mi impegnerò.

 

E così io commetto un grave errore

poichè sono così amabile con voi:

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cosa farei se fossi imbroglione,

malvagio, villano e orgoglioso?

sarei più fortunato,

sì, dato che ora mi siete ostile

perchè il mio cuore è sincero con voi.

 

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Ora mi date più angoscia

quanto più sono sicuro nei vostri confronti,

e mi comporto in questo come un villano:,

perchè per disgrazia sono innamorato,

ma non so essere scorretto

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con voi, e così ora ricado

leggero come sono dove peggio mi va.

 

Ma voi vi comportate, e io ne morirò,

amore, come Barabba:

le vostre basse azioni

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che sono malvage, e per questo io vivo infelice,

non le riservate affatto ai più tristi;,

ma siete ombrosa nei confronti di chi

avete in vostro potere senza condizioni.

 

Per questo, se anche mi pesa, parlerò

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amore, a voi proprio come un cane;

ora dico questo: sono pazzo

di voi! maledetta

la volta che ci siamo incontrati!

e ho ritegno a dire, qualsiasi cosa capiti,

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ciò che vi confonde e vi rovina.

 

Ma io dico questo: e se ne parlo

e un villano mi smentisce,

scenda in lizza armato:

e sia cieco o geloso

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se non vorrei essere a terra

vinto: chi vuole lo scriva!

magari non fosse vero! a tal punto ho paura di lei.

 

Ma non c'è qui, da questa parte del mare,

né là dove c'è il fiume Giordano,

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saraceno o cristiano

che io non vincerei, fossero in tre o in due;

e se parlo da importuno,

mi spinge il mio grand dolore

che mi fa dire il vero, e non mi piace.

 

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E così sono in apparenza gaio

e mi mostro gentile e vano,

anche se sono stato un perfetto eremita

e per giunta in lacrime:

e perfetto religioso

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sarò per chi sa tenere il segreto,

sempre, se non me lo impedisce il cuore.

 

E la mia canzone, se non fosse

un po' ostile nei confronti di amore,

andrebbe là verso Rodez.

 

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Nobile contessa,

cortese e bella e dal cuore sincero.

 

 

 

Edizione critica Luigi Milone, 26.11.2003


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