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pagine web accademiche di Riccardo Ridi (ridi@unive.it)
professore associato di biblioteconomia

Università Ca' Foscari Venezia Dipartimento di studi umanistici Corso di laurea SGPAB RR@DSU

Riccardo Ridi

IPERTESTI E IPERTESTUALITA'

schema didattico basato sul libro Ipertesto (AIB, 2018)
e sulla voce enciclopedica online Hypertext (ISKO, 2018)

Indice:
1. Definizione
2. Caratteristiche, componenti e tipologie
    2.1 Caratteristiche degli ipertesti
    2.2 Gradualità dell'ipertestualità
    2.3 Rizomi e ipotesti
    2.4 Teoria dei grafi
    2.5 Componenti degli ipertesti
    2.6 Tipologie di ipertesti
    2.7 Serendipità
    2.8 Browsing
    2.9 Orientamento negli ipertesti
3. Storia
    3.1 La parola
    3.2 Preistoria
    3.3 Memex
    3.4 NLS
    3.5 Xanadu
    3.6 La prima generazione di sistemi ipertestuali
    3.7 La seconda generazione di sistemi ipertestuali
    3.8 World Wide Web
    3.9 La terza e la quarta generazione di sistemi ipertestuali
4. Applicazioni tecnologiche
    4.1 CD-ROM e DVD multimediali
    4.2 Indici citazionali
    4.3 PageRank ordinamento per rilevanza
    4.4 OpenURL e reference linking
    4.5 Web semantico e linked data
    4.6 Social network
5. Applicazioni concettuali
    5.1 Ipertestualità di letteratura e giochi
    5.2 Ipertestualità della saggistica accademica e professionale
    5.3 Ipertestualità dei sistemi per l'organizzazione della conoscenza
    5.4 Ipertestualità dei cataloghi bibliotecari
    5.5 Ipertestualità delle istituzioni della memoria
    5.6 Docuverso ipertestuale e scienza delle reti
6. Conclusioni
Bibliografia essenziale


1. Definizione

Un ipertesto è:

Figura 1: “Rappresentazione schematica di un ipertesto formato da sei nodi e nove link (da Nielsen 1995, p. I)


2. Caratteristiche, componenti e tipologie


2.1 Caratteristiche degli ipertesti

  1. granularità = scomponibilità in parti più piccole, ma ancora dotate di senso e utilizzabili autonomamente
  2. multilinearità = non linearità = non sequenzialità = ipertestualità in senso stretto
  3. interattività = malleabilità = possibilità, da parte del lettore, di intervenire creativamente sul documento, aggiungendo materiale (cioè nodi) o disegnando nuovi percorsi (cioè link e path), entrambi non previsti dall’autore --> ipertesti più o meno rigidi
  4. integrabilità = estensibilità = possibilità, da parte del lettore, di seguire i link all'infinito --> ipertesti aperti e chiusi
  5. multimedialità dei nodi e ipermedialità della struttura dei link
Già la pura e semplice multilinearità introduce una dimensione spaziale (tipica delle immagini, e quindi della multimedialità) in documenti che, altrimenti, in quanto unilineari, disporrebbero esclusivamente della dimensione temporale (tipica dei suoni)


2.2 Gradualità dell'ipertestualità

«Qualsiasi testo è implicitamente un ipertesto»

(Fezzi 1994, p. 178)


2.3 Rizomi e ipotesti

Figura 2: Rappresentazione schematica di un documento unilineare (da Trebing 2006)

2.4 Teoria dei grafi

Figura 3: Un grafo non diretto (a sinistra) e un grafo diretto (a destra) (da Nykamp 2017)

Figura 4: Un grafo completo = rizoma (da Barabási 2016, p. 53)

Figura 5: Un multigrafo (a sinistra) e un grafo orientato (a destra) (da Weisstein 2018)

Figura 6: Un albero (a sinistra) e un reticolo (a destra) (da Sowa 2017)

Gli ipertesti possono essere descritti come grafi diretti i cui vertici sono costituiti da unità informative, e ad essi si possono applicare tutti i concetti, le proprietà e le formule matematiche della teoria dei grafi, fra cui:


2.5 Componenti degli ipertesti

Principali tipologie di link:


2.6 Tipologie di ipertesti

Figura 7: Sequenza, griglia, albero, web (da Brockmann, Horton and Brock 1989, p. 183)

2.7 Serendipità


2.8 Browsing

Browsing (pascolare) = navigazione = il processo di spostamento dell’attenzione dell’utente da un nodo all’altro, procedendo lungo un path

Negli opac e nelle biblioteche digitali:


2.9 Orientamento negli ipertesti

Principali problemi degli ipertesti: Principali soluzioni: Cfr. anche studi su: Ma, soprattutto:


3. Storia


3.1 La parola


3.2 Preistoria

Ipertesti cartacei:


3.3 Memex

Figura 8: Memex (da Bush 1945, versione illustrata per Life, p. 123, rielaborazione di Parracciani 2011)


3.4 NLS


3.5 Xanadu

Quattro importanti differenze fra Xanadu e WWW:


3.6 La prima generazione di sistemi ipertestuali

Sistemi informatici ipertestuali di prima generazione = esclusivamente testuali e gestiti su mainframe collegati a terminali:

Figura 9: Una postazione HES (da Barnet 2010)


3.7 La seconda generazione di sistemi ipertestuali

Sistemi informatici ipertestuali di seconda generazione = multimediali, dotati di interfacce “amichevoli” e utilizzabili sui personal computer:

Figura 10: Una scheda di HyperCard (da LEM 2014)

3.8 World Wide Web

Tim Berners-Lee (1955-)

Fra i motivi del successo del WWW:

Una quinta, ancora più importante, differenza fra Xanadu e WWW:

«Le più importanti differenze sono la natura di sistema aperto del WWW e la sua capacità di essere compatibile a ritroso coi dati preesistenti. I creatori del WWW sono scesi a compromessi e hanno progettato il loro sistema affinché lavorasse con internet attraverso standard aperti con capacità corrispondenti alle tipologie di dati disponibili in rete all’epoca del suo debutto. Questi compromessi hanno assicurato il successo del WWW ma hanno anche ridotto la sua capacità di fornire tutte le caratteristiche che idealmente si desidererebbero in un sistema ipertestuale» (Nielsen 1995, p. 65).

Berners-Lee, come Gutenberg, integra varie idee e invenzioni già disponibili separatamente:

Componenti del WWW:


3.9 La terza e la quarta generazione di sistemi ipertestuali


4. Applicazioni tecnologiche


4.1 CD-ROM e DVD multimediali


4.2 Indici citazionali


4.3 PageRank e ordinamento per rilevanza


4.4 OpenURL e reference linking


4.5 Web semantico e linked data


4.6 Social network


5. Applicazioni concettuali


5.1 Ipertestualità di letteratura e giochi

Letteratura tradizionale: Letteratura ipertestuale: Giochi tradizionali: Giochi ipertestuali:



5.2 Ipertestualità della saggistica accademica e professionale



5.3 Ipertestualità dei sistemi per l'organizzazione della conoscenza



5.4 Ipertestualità dei cataloghi bibliotecari

Figura 11: SBN 2018 (opac di terza generazione)

Figura 12: cerCa' 2019 (discovery tool)


5.5 Ipertestualità delle istituzioni della memoria

Le biblioteche sono ipertesti perchè: Le competenze dei bibliotecari e degli altri gestori di istituzioni della memoria devono includere: Le cinque leggi della biblioteca ipertestuale:
  1. I nodi sono fatti per essere letti, percorsi e scritti.
    Ciascun documento che funge da nodo in un ipertesto, in quanto documento, nasce col fine di essere fruito da almeno una persona che ne decodifichi il contenuto informativo. Inoltre, in quanto nodo di un ipertesto, esso è anche il luogo in cui il lettore può scegliere come proseguire il suo percorso verso altri nodi. Nelle reti pienamente ipertestuali la libertà del fruitore non si limita alla scelta del percorso e alla possibilità di effettuare o meno la lettura, ma permette al lettore di farsi scrittore in senso completo, modificando non solo i percorsi ma anche i nodi.

  2. Ad ogni utente il suo percorso.
    Grazie alla libertà di scelta dei percorsi, alla piena accessibilità dei singoli nodi, alla pluralità dei link, all'appropriatezza ed efficienza dei sistemi di orientamento, navigazione e reperimento, all'accortezza dell'utente e agli eventuali servizi di reference offerti dalla biblioteca, ciascun utente potrà muoversi fra i nodi scegliendo il suo percorso individualizzato preferito.

  3. Ad ogni percorso il suo utente.
    Nella creazione dei link e nella gestione dei sistemi di orientamento, navigazione e reperimento, il bibliotecario (o comunque l'autore di reti ipertestuali) non dovrà attivare tutti i link e i percorsi logicamente possibili, ma solo quelli per i quali è ipotizzabile che esisterà almeno un utente che lo includerà sensatamente in un proprio percorso individuale.

  4. Crea i link più diretti.
    Nella creazione dei link e nella gestione dei sistemi di orientamento, navigazione e reperimento, il bibliotecario (o comunque l'autore di reti ipertestuali) farà le scelte più razionali, economiche ed utili per gli utenti, evitando circoli viziosi, percorsi inutilmente lunghi o complessi, vicoli ciechi e labirinti. L'obbiettivo dovrà sempre essere quello di massimizzare da un lato la libertà e minimizzare dall'altro il rischio di perdersi da parte dell'utente.

  5. Una biblioteca è un ipertesto che cresce.
    Ogni biblioteca offre ai propri utenti una rete ipertestuale di accesso e circolazione fra i documenti posseduti o comunque accessibili e di servizi connessi che non può che tendere ad espandersi indefinitamente, anche cooperando con altre biblioteche ed agenzie, perchè tale è l'intrinseca natura da una parte delle biblioteche e dall'altra degli ipertesti.



5.6 Docuverso ipertestuale e scienza delle reti

Secondo la «teoria del docuverso ipertestuale» (Ridi 2007, p. 13-41) poiché: ne consegue – relativamente al docuverso, ossia alla totalità dei documenti esistenti – che: Scienza delle reti (basata sulla teoria dei grafi e sulla statistica) = studia fenomeni complessi di tipo sociale, economico, biologico, ecologico, epidemiologico, fisico, informatico, linguistico, ecc. cercando di ridurli a sistemi formati da nodi e da link che li collegano fra loro


6. Conclusioni


Bibliografia essenziale


pagina a cura di Riccardo Ridi, creata 2019-11-25, ultimo aggiornamento 2020-02-06